
3) Le categorie.
Nel quarto capitolo delle Categorie  formulato un elenco di dieci
categorie (gne kategoron, letteralmente generi delle
predicazioni). Esse sono i generi massimi a cui sono
riconducibili i differenti tipi di predicati. Aristotele li
presenta con una serie di esempi esplicativi. Le categorie non
rientrano nel campo dell'affermare e del negare, pur essendone il
fondamento.
Categorie, 1b 25-2a 10 (vedi manuale pagina 119).

    [1 b] I termini che si dicono senza alcuna connessione
esprimono, caso per caso, o una sostanza, o una quantit, o una
qualit, o una relazione, o un luogo, o un tempo, o l'essere di
una situazione, o un avere, o un agire, o un patire. Orbene, per
esprimerci concretamente, sostanza , ad esempio, uomo,
cavallo; quantit  lunghezza di due cubiti, lunghezza di tre
cubiti; qualit  bianco, grammatico; relazione  doppio,
maggiore; [2 a] luogo  nel Liceo, in piazza; tempo 
ieri, l'anno scorso; essere in una situazione  si trova
disteso, sta seduto; avere  porta le scarpe, si  armato;
agire  tagliare, bruciare; patire  venir tagliato, venir
bruciato. Ciascuno dei suddetti termini, in s e per s, non
rientra in alcuna affermazione; un'affermazione si presenta invece
quando tali termini si connettono fra loro. Pare infatti, che ogni
affermazione debba essere o vera o falsa; per altro, nessuno dei
termini, che si dicono senza alcuna connessione, ad esempio
uomo, bianco, corre, vince,  vero oppure falso

(Aristotele, Opere, volume I, Laterza, Bari, 1973, pagine 7-8).

